Favole al telefono


"... rappresento uno dei molteplici ingranaggi che permettono il funzionamento di quella grande illusione universale secondo cui la vita ha un senso facile da decifrare". MURIEL BARBERY

 

Links
Anna
Caniglio
Luca
Marta
Paola

 

Commenti recenti
SoundsOfLife in  "Uno si c...
RaffaeleMilite in  "Uno si c...
utente anonimo in Carta da zucchero Il...
MonsieurIdiota in La bellezza del cont...;


Archivio
oggi
ottobre 2009
settembre 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---

--- 2007 ---

 

Visite: *loading*

 

Categorie
alice wilde
amicizia
auguri
caldo e dolce
delusa
flow
incontri
intesa
io e la rete
notturno
satira damore
sfide
sfoghi
sogni
start
uomini merde
was
what women want

 

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

 

Credits
Il template è da considerarsi come un'opera d'ingegno di Arcadio, che invece di studiare ha sacrificato il suo tempo per accontentare una giovane pulzella.

 

 

giovedì, 22 ottobre 2009

La tascabile

Le gocce di pioggia cominciavano a scoppiare sui tetti e sulle lamiere delle macchine, proprio quando la mia testa veniva trapassata da una scossa fredda, una lama di ghiaccio che riusciva a tenere fermo il mio viso per le due tempie.
A occhi spalancati fissavo lontano, nel buio, e ferma aspettavo che passasse una risposta.
Stanotte mi sono chiesta perché, tante volte, girandomi e solcando il materasso con il peso delle mie riflessioni.
Annotare qualcosa su un'agenda tascabile mi è sembrata la soluzione migliore per mettere un punto e rimettermi a dormire.

Scritto da Scorpia alle ore 13:32
Categoria: notturno, alice wilde
Permalink | commenti

 

 

 

venerdì, 16 ottobre 2009

È inutile negare.
Sulle mie gambe struscia un po’ di paura, quando prendo la macchina e ferma al terzo semaforo sento il sorriso calare e le rughe distendersi.
L’entusiasmo della novità e le speranze che le stanno attorno si dimenticano facilmente davanti a un percorso modellato sulle curve a gomito di tante incognite e assenze.
Stanotte ho sognato in una lingua non mia.
“ATTENTION ESCALIERS”.
E quella voce roca aveva ragione. Si fa presto a ruzzolare e farsi male.

ATTENTION ESCALIERS

 

Scritto da Scorpia alle ore 11:50
Categoria: alice wilde
Permalink | commenti

 

 

 

domenica, 04 ottobre 2009

Ricalcolo.

Era stata annunciata più volte, la fine. Era stata urlata e scritta negli sguardi troppo annoiati, negli abbracci freddi, quasi meccanici. Da tempo le sue mani erano diventate ripugnanti come gli artigli di un vecchio viscido, dita callose che le andavano a toccare con fastidio l’anima. Bastava una sua carezza, un bacio a farle apparire negli occhi l’insofferenza.
Nei giorni di inizio estate, quando ancora il vento fresco scivolava da sotto gli infissi, lei si rintanava nella piccola camera per sussurrare frasi a chi era lontano e nella notte, come un topo, si nascondeva al buio per non farsi sentire.
Era il dovere, l’abitudine, il senso di colpa a farla rimanere lì, in veste ufficiale. O le mancava soltanto il coraggio per lasciare il suo passato per vivere un presente. Senza di lui, che da troppo tempo era diventato un fantoccio, privo di occhi e con le gambe sbranate da un cane, abbandonato alle cure della polvere su una sedia mangiata dai tarli.
Era stanca di sorreggerlo, di confortarlo, di spronarlo.
Le era sfuggito di mano l’amore per lui. E il significato del rispetto.
Voleva veder nascere sul viso degli uomini un sorriso d’ammirazione. Voleva riprendere la sua vita, la ragazza dai riccioli neri, puntarsi i riflettori contro per brillare come una primadonna in uno spettacolo teatrale.

Ma lui continuava ad aspettarla, fermo, senza occhi, seduto al bordo del suo letto, mentre lei, in una stanza dalle pareti sconosciute, fremeva sul corpo di un altro e si inumidiva le labbra ridendo sulla bocca di uno come tanti.

Scritto da Scorpia alle ore 10:47
Categoria: sfoghi, flow, alice wilde
Permalink | commenti

 

 

 

martedì, 29 settembre 2009

Donne, è arrivato l’arrotino.

Gli "inoccupati" si svegliano presto anche se non hanno da fare. Sarà per il senso di disagio a stare a letto fino a tardi mentre fuori le strade e i palazzi si animano di persone energiche e scattanti.

Stamani sono stata svegliata dall’uomo con il megafono.
Ho sentito la sua voce distorta girare in aria e poi dissolversi lontano, nel traffico cittadino.

Le previsioni meteo concludono come al solito la mia colazione. Un messaggio, una telefonata breve e i soliti squilli tra me e la Morgana preannunciano l’accensione del portatile. La tastiera elabora nuove lettere di presentazione e aggiungono modifiche alle esistenti. Un’occhiata rapida al cv e via con la connessione lenta.
"Nessun nuovo messaggio".
Lo sguardo perso, fisso sul monitor, come se questo fosse in grado di darmi una risposta.

Donne, è arrivato l’arrotino.

Scritto da Scorpia alle ore 10:24
Categoria: sfoghi
Permalink | commenti

 

 

 

giovedì, 24 settembre 2009

TOPPE COLORATE

Eppure mi sembrava così facile. Paradossalmente facile. O era troppa la convinzione che avevo di me stessa. Troppa la fiducia nei miei sforzi. Troppo ottimismo. Maledetto ottimismo. “Non prendere tutto come un gioco”. E non valeva solo per quello. Ma perché continuare a vedere il cielo grigio sopra di me, osservarlo mentre scende e mi abbraccia fino a stritolarmi?
Mi sveglio e vedo le mie mattine fatte di toppe colorate: nascondo il grigio che nasce sotto a una toppa colorata. “Oggi andrà meglio”, un sorriso e una sciarpa da mettere al collo.
Il fatto è che non dispongo di un mattone resistente da mettere alla base del castello. Esiste solo quello disposto da mani tremanti e stanche, e le dita sanno quanto è fragile, poroso e facilmente rosicchiabile da topi senza denti. E se mettessi le toppe anche lì?

toppe colori

Scritto da Scorpia alle ore 11:48
Categoria: sfoghi, flow, alice wilde
Permalink | commenti

 

 

 

domenica, 20 settembre 2009

È stata una settimana di pioggia dopo un’estate perfetta.

I giorni sono influenzati da un’instabilità meteorologica e per qualcuno anche di umore. Caldo e freddo si alternano senza avvertire…insomma, un tempo in cui il raffreddore ritrova il suo posto nei nostri pensieri e gli abbassamenti di voce rendono più vivaci conversazioni telefoniche.
Ho provato nuovamente l’insonnia e ascoltato con occhi spalancati il ronzio delle zanzare agguerrite.
I sogni si sono mischiati alla realtà, e il mattino ha visto il sogno come premonizione.
Il curriculum è stato rivisto, inviato e presentato a centinaia di aziende, ma tanto impegno non è tornato indietro.
Ho scoperto di avere una vera passione.
Ho sfregato la macchina a un cancello e non ho ricevuto rimproveri.
Sono diventata una personal shopper, ma conoscendo il mio assistito sarò disoccupata di qui a breve.
Intanto una novità in divisa scorrazza nella casa senza salotto. E già immagino quest’inverno tappezzato di genuinità siculo-pugliese. Spensieratezza e semplicità in quelle stanze. Colore, tanto colore. Perché c’è la quiete dopo tanta tempesta.
Ho trovato anche sorrisi veri, la voglia di cercarsi e di confrontarsi. La voglia di salutarsi al mattino. La voglia di ascoltare, di capirsi e cancellare quel che è successo. Così senza pensarci. Manca ancora qualcosa…poco…ma ho già conquistato il posto in una delle sue cornici, proprio ieri.


Scritto da Scorpia alle ore 12:56
Categoria: flow
Permalink | commenti

 

 

 

venerdì, 11 settembre 2009

 

"Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta. Si è anche felici di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai. Poi un giorno succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac … alle volte basta un niente. Anche solo una domanda che affiora. Basta quello".

Alessandro Baricco

Scritto da Scorpia alle ore 10:41
Categoria:
Permalink | commenti (2)

 

 

 

venerdì, 04 settembre 2009

La bellezza del contrasto.

Scritto da Scorpia alle ore 09:52
Categoria: alice wilde
Permalink | commenti (1)

 

 

 

mercoledì, 02 settembre 2009

Carta da zucchero

Il trolley gonfio è da disfare. Un’altra volta. Le pagine gialle sono sempre al loro posto e i bigliettini delle agenzie immobiliari suggeriscono agli occhi i tempi lontani. Strascico i piedi abbronzati sul pavimento di legno lasciandoli liberi di mescolarsi alla polvere. Dondolo incerta in mezzo alla stanza e in piedi osservo i ricordi di un’estate, raggrumati sulla suola di un paio di infradito blu. Adesso è settembre, il mese in cui le mattine sono fredde e il cielo appare così limpido che la mente non fatica a ricordarsi delle scadenze e delle conferme. Adesso, dove tutto è un ricordo e di reale rimane fin poco, strani giochi di luce sono accesi dalla memoria che livida scivola su quei momenti macchiandoli di sfumature quasi blu. Azzurro carta da zucchero. Come il colore dei miei occhi verso la sveglia che calda si insinuava dolcemente tra la mia pelle e il lenzuolo, come il primo raggio di sole del mattino. Svelta. Svelta a osservare una scenografia creata apposta per noi, un angolo sconosciuto disegnato dal mare. Tra le dita caldi granelli di sabbia, negli occhi il bagliore dorato del mare. Io seduta a respirare il vento, verso il sole, osservavo l’ultima sfumatura del giorno sbiadire nel cielo della sera e intanto con una lacrima davo la buonanotte a quella terra.

Scritto da Scorpia alle ore 13:26
Categoria: alice wilde
Permalink | commenti (1)

 

 

 

mercoledì, 01 luglio 2009

La voce di Nuti si sposta silenziosa sui profili dei turisti. Firenze appare in punta di piedi dal  finestrino logoro di un autobus degli anni ‘80. La luce oggi sembra ambrata e va a strofinare la collana di legno. Il blu e il verde del mare su un pezzo di stoffa bianca.
Mi ritrovo a calpestare sabbia sconosciuta e a immaginare una mano immersa nel mare, intenta a toccare la consistenza della realtà. Vedo le palme immobili al tramonto, un caffè mescolato da una risata, un paio di occhi castani alla luce del mattino. Sento il suono del vento e il rumore di un motorino che sfreccia verso il buio del mare e del cielo. La scala e il profumo di gelsomino.
È solo questo. Un posto incantato, in cui i giorni sono fatti di sguardi, dove la notte scivola nel giorno senza fretta. Sarò lì per trovare nell’aria le sfumature di profumo della sua pelle, per conoscere l’anima del suo sorriso, a occhi chiusi, al sole di una terra levigata dal vento africano.

Scritto da Scorpia alle ore 17:45
Categoria: alice wilde
Permalink | commenti (1)